
Una truffatrice in via Nassa: respinta dall'orefice Somazzi, incassa 235 franchi di merce ai magazzini Milliet e Werner, 1909
Diceva di essere mandata dal direttore Maggini per un dono alla signora. L'orefice sospettò per il pezzo di carta qualunque, i grandi magazzini no.
L'11 gennaio 1909 la Gazzetta Ticinese racconta che il giorno dell'Epifania l'orefice Somazzi di via Nassa ha ricevuto la visita di una donna dall'aspetto popolano, che si diceva incaricata dal suo padrone, il direttore Carlo Maggini, di consegnare un biglietto e ritirare quanto vi era specificato. Insospettito, anche perché lo scritto era su un pezzo di carta qualunque, mentre la donna con gran loquacità raccomandava di scegliere roba fina per un dono alla signora Maggini, l'orefice ha rifiutato di consegnare la merce offrendosi di portarla a domicilio. La truffatrice, indispettita, si è diretta ai magazzini Milliet e Werner dove ha ripetuto il trucco con ottimo successo: dicendosi incaricata dalla signora Maggini di scegliere vestitini per i bambini, si è fatta consegnare 235 franchi di merce ed è sparita. Somazzi ha telefonato alla redazione, Maggini ha smentito, il delegato Albisetti ha avviato le pratiche per l'arresto, finora senza esito.
- 235 CHF merce truffata ai magazzini Milliet e Werner (totale)
Testo integrale del ritaglio
Una truffatrice Il giorno dell'Epifania l'orefice Somazzi di via Nassa riceveva la visita nel proprio negozio di una donna, dall'aspetto popolano, la quale si diceva incaricata dal suo padrone, il sig. Carlo Maggini, direttore, di consegnarli un biglietto e di ritirare quanto in detto biglietto eravi specificato. L'orefice Somazzi ebbe un vago sospetto che la donna non fosse stata incaricata dal sig. Carlo Maggini anche perchè lo scritto era steso su un pezzo qualunque di carta, e mentre la donna con gran loquacità raccomandava al signor Somazzi di scegliere roba fina, dovendo servire per un dono alla signora Maggini, il sig. Somazzi rifiutò di consegnare la merce, offrendosi lui stesso di portarla a domicilio. Intanto la truffatrice se ne andava indispettita pel rifiuto, e si dirigeva ai magazzini Milliet et Werner, dove tentava con ottimo successo il medesimo trucco. Ivi narrava d'esser stata incaricata dalla signora Maggini per scegliere dei vestitini per i suoi bambini: infatti i signori Milliet e Werner consegnavano alla furba avventuriera per fr. 235 di merce, la quale si dileguava. Il sig. Somazzi nel frattempo telefonava alla Redazione della Gazzetta Ticinese chiedendo informazioni, e dal medesimo sig. Maggini gli veniva smentito il racconto della loquace truffatrice. Avvertito il delegato Albisetti, questi iniziava le pratiche per l'arresto che finora non ha potuto essere effettuato.